giovedì 4 luglio 2019

INTERVISTA A LEONARDO LION

E’ con piacere che vi presento Leonardo Lion, cantautore e insegnante di musica, che circa un mese fa, precisante il 26 maggio, pubblica il suo primo album, disponibile anche online e intitolato “ANEMONE”, anticipato dal singolo in promozione “Ho bisogno di te”; l’abbiamo intervistato per rivolgere direttamente a lui qualche domanda…

Benvenuto Leonardo, allora sembra che la musica ti appassioni, non soltanto dal punto di vista tecnico e teorico, ma anche pratico, non a caso avevi soltanto 12 anni quando inizi a comporre le prime canzoni e ad esibirti sui primi palchi….che cosa più di tutto desta il tuo fascino nei confronti della musica…?

Vengo da una famiglia di musicisti, anche se sono l’unico a farlo di professione e quindi sicuramente la musica è parte del mio dna e l’aver avuto in casa una chitarra sempre li sul divano della sala, certamente ha contribuito a far crescere la mia passione. Poi, stare su un palco e scambiare emozioni con il pubblico, è una cosa che mi ha sempre affascinato molto.

Nonostante infatti il tuo lavoro di insegnante, quale anche esperto di musica, hai sentito l’esigenza non solo di comunicare attraverso la musica, ma anche di contribuire ad arricchirla per mezzo dei tuoi testi e delle tue composizioni….da che cosa è scaturita questa esigenza..? Quale mondo si cela dietro il palcoscenico di Leonardo Lion…?
In generale non sono un tipo a cui piace parlare molto, o meglio è difficile trovare qualcuno con cui mi trovi bene a farlo, quindi per la maggior parte del tempo, la mia mente è sempre a lavoro, ma per comunicare con se stessa. Questo porta ad accumulare un sacco di informazioni e soprattutto a rendere le cose vissute, più forti. Da qui nasce l’esigenza di esternarle tramite i testi delle canzoni, per evitare che il cervello mi vada in fiamme.

Hai descritto “ANEMONE” come un album variegato, dove vige una certa versatilità musicale, in cui generi tra loro diversi rispecchiano una “personalità fatta di  estremi e zero mezze misure”, quanto la musica a che fare con il rischio e con il mettersi in gioco sfruttando ogni occasione?
Nella vita penso che il rischio sia indispensabile se si vuole fare qualcosa di unico, certamente sempre usando il cervello. Il mio modo di essere, porta spesso le persone a non capire mai bene come sono fatto effettivamente, perché riesco ad essere tanto freddo, quanto sensibile, tanto calmo, quanto energico, ma purtroppo senza mai trovare la via di mezzo. Questo poi naturalmente si riversa anche sul mio modo di vivere la musica. Ho suonato tanti generi musicali diversi ed ascolto tanti generi diversi. Solitamente faccio playlist del tipo: primo brano di Adriano Celentano, secondo brano dei Bee Gees, terzo dei Metallica. Cose folli …

L’album presenta un’impronta principalmente Rock, ma con testi pop cantautoriali e con sonorità che facilmente passano da suoni morbidi a suoni più duri, derivanti dall’Hard Rock…quanto la musica riesce ad esprimere secondo te, e dare maggiore valore al testo…? Quanto inoltre ritieni che questo obbiettivo venga attualmente perseguito dai cantautori?
Amo tantissimo i Cantautori Italiani, anche se a livello musicale ho sempre apprezzato di più la musica Inglese e Americana. Recitare un testo su una melodia di note, credo rafforzi l’espressione delle parole in modo davvero intenso, perché oltre all’emozione che esso trasmette, viene sovrapposta anche la dinamica musicale che, se fatta bene, è come se ti creasse il miglior percorso per arrivare a destinazione. Nella musica di oggi, ormai questo si sta perdendo molto. Non ci sono più connessioni tra testo e musica, ma semplicemente basi tutte uguali con testi diversi. Direi che il vero problema è che si è persa la sensibilità di ascolto, o forse, azzarderei a dire che si è persa proprio la sensibilità della persona. I media ci stanno portando verso un mondo troppo superficiale e privo di sfumature.

Scorrendo la tracklist si evince quanto infatti la forma rock, delinea anche l’approccio stilistico della scrittura…quanto il rock riesce ad esser un genere ancora attuale oggi, soprattutto come stile di vita?
Rock, è una parola che oggi ormai viene usata soltanto per pubblicità, non ha più significato. Sentirsi Rock però è diverso, chi davvero ha l’esigenza di evadere, di credere in qualcosa, di lottare per ottenere i propri obiettivi, beh… è Rock per forza. I giovani di oggi, hanno ancora bisogno di questo. Lo si vede dalle loro espressioni, lo si vede dai loro gesti folli. Questa è la speranza che mi resta per credere che il Rock non morirà ora, né mai. Noi musicisti/strumentisti intanto cerchiamo di fare la nostra parte, non cedendo a ciò che è più comodo, m
a andando verso ciò che più sentiamo.
Il singolo estratto si intitola “Ho bisogno di te”…come mai questa scelta? Quale legame ha con il titolo dell’album?
Ho bisogno di te” è il brano che rappresenta meglio il disco, perché è molto commerciale, ma ha anche un bella impronta Rock. Dopo questa traccia, si riesce ad ascoltare benissimo brani come “Cuore Infranto”, “Griderai il mio nome”, ma anche brani tipo “Anemone” o “A qualunque costo”. Poi il testo può essere indirizzato non solo ad una persona, ma anche ad una cosa. Ho bisogno di te, nasce dall’esigenza di avere il bisogno di qualcosa che manca, qualsiasi essa sia.

Per concludere…Progetti futuri…hai ancora un sogno nel cassetto…potremmo vederti live?

Non ho più vent’anni, e i sogni nel cassetto iniziano a diminuire. Ora esiste solo la voglia di fare ciò che mi fa stare bene e di farlo con persone con cui mi trovo bene  non solo a livello musicale, ma anche personale. Da qui la collaborazione con il resto della band: Stefano, Alex, Alberto e Frenky. Per ora ci siamo dedicati solo alla parte in studio e alla promozione, facendo qualche concorso in giro. Non appena troveremo l’occasione e il momento giusto per inserirci in qualche live, lo faremo volentieri. Nel frattempo continuate a seguirci su tutti i social, così sarete sempre aggiornati…. News, ce ne sono sempre!


Sonia Bellin

sabato 29 giugno 2019

Gipsy entra in SanLucaSound

Nuova avventura per Marta Fiorucci in arte Gipsy, l'artista perugina è entrata a far parte del ricco team di artisti targati SanLucaSound con la direzione di Manuel Auteri e del maestro Renato Droghetti, è infatti uscito il singolo della cantante "Serial Lover" sotto la prestigiosa etichetta bolognese.
Nato dal sodalizio artistico della cantautrice con il compositore Stefano Stinchi “Serial Lover” è un brano con sonorità derivanti dallo stile pop-rock internazionale che si carica di un flusso di energia graffiante che coinvolge l’ascoltatore fin dal primo istante, mettendo in risalto le caratteristiche vocali e la personalità carismatica dell’artista. Il brano presenta un testo accattivante accompagnato da un sound misterioso e potente al tempo stesso che si alterna a momenti più melodici; “A volte – ha dichiarato la cantautrice - le persone tendono ad autoconvincersi di poter avere tutto sotto controllo cercando di pianificare ogni aspetto della loro vita, per poi accorgersi che quando entra in gioco un sentimento importante e imprevedibile come l’amore tutto diventa ironicamente senza controllo”. 
Il videoclip, sotto la guida del direttore artistico e regista Lorenzo Lombardi, è stato girato in due location della provincia di Perugia ed è ambientato in una dimensione post-apocalittica dove Gipsy è una regina gotica, con una corona di filo spinato, vestita di bianco intrappolata nei meandri della sua mente. Una location clinica e simmetrica che rappresenta l’inconscio e la perfezione della mente si mescola al caos di una vecchia e buia fabbrica abbandonata che rappresenta le paure e gli incubi della vita, dove Gipsy si trova a nascondersi da ombre che la stanno inseguendo. In questa specie di guerra/nascondino Gipsy è vestita di nero perché è un angelo della notte e la sua arma è un arco. A dare forza e valore aggiunto al progetto la collaborazione di Patrizia Faiello in qualità di Ufficio Stampa, dell’amica Make Up Artist Manola Abati e del compositore e musicista Stefano Stinchi. 
Performer: GIPSY
Photo: Lorenzo Lombardi 
Make Up Artist: MANOLA ABATI
Hair Stylist: ILARIA RUBINI
Custume Designer: MARTA FIORUCCI(Gipsy) e LORENZO LOMBARDI
Cinematographer: N. SANTI AMANTINI
Executive Production: WHITEROSE PICTURES
Comparsa: SILVIA BASTIANELLI (Ballerina)






          BIOGRAFIA ARTISTICA
          La cantautrice Umbra Marta Fiorucci in arte “Gipsy” nasce a Città di Castello(Pg) e la musica è da sempre la sua passione più grande. Inizia a studiare canto fin da piccola, all’età di 14 anni si esibisce nelle prime serate di pianobar e negli anni successivi entra a far parte di diverse importanti band pop-rock partecipando a spettacoli live principalmente sul territorio Umbro, Toscano e Marchigiano. Dal 2001 al 2006 frequenta l’Accademia “Atelièr Della Voce” a Firenze per studiare e perfezionare dizione, fonetica e timbrica della voce e sempre in quel periodo collabora con un’etichetta discografica indipendente di Milano per la realizzazione di quattro brani inediti fra i quali “E Adesso” uscito nella compilation “Global Music” nel Dicembre 2006 e “Vola Via” finalista del Festival di Saint Vincent del 2008. Successivamente partecipa ad altri Festival e Concorsi a carattere internazionale come “Il Festival dell’Adriatico” e la “Bella e la Voce” a Salerno dei quali è stata finalista. Dal 2007 al 2011 frequenta l’Accademia Della Voce a Montecatini Terme e realizza in qualità di autrice assieme a Marco Del Freo (autore del brano “Doppiamente Fragili” con cui Anna Tatangelo vinse Sanremo nel 2002) il brano autobiografico “Oltre la mia stanza” che parla dell’importanza di credere nei propri sogni fino in fondo, brano che le permette di accedere all’Accademia di Sanremo Lab a Settembre 2009. A Maggio 2010 partecipa al concorso Nazionale “Stargate Music Festival” classificandosi tra i finalisti che prenderanno parte alla compilation della manifestazione uscita a Marzo 2011.  A Dicembre dello stesso anno il brano “Oltre la mia stanza” viene inserito nella programmazione radiofonica di Musica Radio di Roma e di Radio Tiferno Uno. A Ottobre 2018 è stata finalista nazionale del concorso “Il Cantagiro” con il brano “Bellissimo“ scritto dalla cantautrice e dal compositore Stefano Stinchi con cui nasce da subito un  sodalizio artistico che porterà i due a realizzare insieme diversi brani inediti. A Novembre 2018 viene selezionata per prendere parte al “Castel Fondi Music Festival” dove partecipa con il brano “Serial Lover” scritto sempre da lei e Stefano Stinchi e nel quale riceve dal regista e attore Mario Compagnone il premio con la realizzazione di un brano.  Nei primi mesi del 2019 inizia la preziosa collaborazione con la Press Agent, collaboratrice radiofonica, modella e indossatrice Patrizia Faiello che inizia a seguirla in qualità di Ufficio Stampa. A Febbraio 2019 viene selezionata tra gli artisti che rappresenteranno l’Italia al Festival Europeo “Vinci un tour per l’Europa” che si terrà a Brema in Germania il 30 e 31 Agosto 2019. 
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lunedì 17 giugno 2019

INTERVISTA A STEFANIA P. NOSNAN: “LA BICICLETTA NERA”

Abbiamo l’onore e il piacere di intervistare Stefania P. Nosnan, la quale ha trovato nella scrittura, un modo di esprimere se stessa e di riversare parte delle sue passioni, prime fra tutte la storia, argomento del suo ultimo libro in concorso al premio Campiello e al premio Stresa…

Benvenuta cara Stefania…
spieghiamo innanzitutto ai lettori, sia quelli che magari hanno già avuto il piacere di leggere un tuo libro, sia a quelli che ancora non ti conoscono, che cosa ti ha portato un giorno a dire: “ora voglio scrivere!”

Buongiorno, grazie a voi per questo spazio e naturalmente un saluto ai lettori. Cosa mi ha portato a dire: “ora voglio scrivere”? Rispondo dicendo che trovo la scrittura catartica, offre la possibilità di spaziare e realizzare quei sogni che nella vita reale rimangono irraggiungibili, perché la scrittura è fantasia, ma anche pazzia. Ho iniziato scrivendo poesie, poi è mi è capitata per le mani questa storia e non ho saputo resistere, dovevo farla conoscere.

”LA BICICLETTA NERA” è un romanzo ambientato durante la Seconda guerra mondiale, che i personaggi vivono sulla loro pelle, non solo come civili, ma come partecipanti attivi… protagonisti sono due ragazzi che il destino fa incontrare, per poi dividere… quanto è difficile legare una storia d’amore, con i relativi sentimenti, in un momento storico come quello della guerra?
Non molto, per il semplice fatto che l’amore governa la nostra vita, allora come adesso. Abbiamo bisogno di essere amati, ma anche di amare; è il nostro combustibile. Forse in quel momento storico il sentimento è più vero e genuino, perché si è realmente consapevoli che la vita può finire da un momento all’altro. Quello che hanno sperimentato Emma e Umberto è un legame che tocca il cuore.

Il fulcro del racconto è il cambio di alleanze dell’8 luglio del 1943, una data che ha delle evidenti conseguenze non soltanto per la guerra stessa, ma per i paesi coinvolti, l’Italia in particolare, la quale si ritrova spaccata in due… Processo che nel romanzo si ripercuote nella vita dei due protagonisti.
Sì è un momento tragico per l’Italia che paga un conto salato di vite umane. È doveroso ricordare che per quella scelta, molti soldati del Regio esercito furono deportati o ancora peggio uccisi. Doveroso il ricordo dell’eccidio di Cefalonia. Nel romanzo anche Umberto e i suoi commilitoni devono fare una scelta e lo faranno con consapevolezza. Essendo un romanzo tratto da una storia vera, ho mantenuto l’originalità degli eventi.

La protagonista Emma Loreti è una ragazza che ha perso la sua famiglia per colpa della guerra, per poi abbracciare le idee della Resistenza… sembra quasi che Emma voglia cercare di riscattare la sua famiglia, rendendosi partecipe di un conflitto che ora la sta dividendo dalla persona che le sta facendo ritrovare il sorriso…

Emma Loreti è una giovane donna che ha perso tutto, ma nel dolore trova l’amore che la rafforza. Sarà donna Lucia a introdurla nella Resistenza, ma lo farà in modo graduale e non forzoso, lasciando alla ragazza libertà di scelta. Nel suo intimo Emma vuole aiutare, come può, Umberto e nel suo piccolo ci riesce.

Da questa prospettiva, possiamo anche considerare Emma come un’eroina che mette se stessa al servizio non solo del suo amore, ma anche della Nazione…

È una ragazza che diventa donna. Una donna forte che riesce a gestire più problemi che incontra sul suo cammino. Possiamo considerarla un’eroina come tante donne prima di lei e qui sono costretta a citare le Portatrici Carniche, donne che hanno lasciato tutto per aiutare il Regio esercito nella Prima guerra mondiale, o le donne che andarono a lavorare in fabbrica o che hanno combattuto per la parità e per il voto. Il passato e il presente sono pieni di eroine e sfortunatamente il più delle volte sono dimenticate o relegate in piccoli ricordi, mentre hanno lasciato un’impronta importante nella Storia.

L’amore a distanza che vige nel racconto è un aspetto che ha sempre destato molto fascino nella letteratura, in questa epoca di social e facili “contatti”, risulta ancora possibile coltivare un amore a distanza?

Effettivamente siamo in un’epoca dove tutto corre sulla visibilità online, le nostalgiche lettere e cartoline sono dimenticate; però credo che l’amore a distanza esista ancora. Non voglio credere che la tecnologia abbia rovinato il sentimento, sono fiduciosa. Sicuramente chi si ama a distanza sono delle persone dal carattere forte e alla base del loro amore c’è fiducia e rispetto. Questo è l’aspetto più importante, se non vitale di un rapporto

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giovedì 6 giugno 2019

INTERVISTA A PAKY!!!!


Eccoci di nuovo con Paky, al secolo Pasquale Schiraldi, cantautore giovanissimo, ma già affermato nel panorama musicale …dopo una gavetta fatta di festival e svariati concorsi, ha inizio l’avventura radiofonica che lo porta a svettare nella classifica dei brani indipendenti più trasmessi dalla radio italiane…

Benvenuto Paky, allora, a proposito di radio…volgiamo ricordare al pubblico il tuo singolo di esordio?
Il mio singolo d'esordio è stato  "Campagnolo", brano che ho proposto io stesso alle radio, lavorando costantemente con Mail e computer anche fino a tarda notte. Devo dire che in molti hanno apprezzato tre anni fa questa canzone che nonostante gli scarsi mezzi economici a disposizione son riuscito a diffondere in modo abbastanza soddisfacente rientrando a sorpresa anche in ottime posizioni della Indie Music Like.

Non è solo attraverso il circuito radio che ti sei fatto conoscere ma, come ricordato in apertura, anche grazie alla partecipazione a festival e concorsi, molti dei quali, erano tenuti da musicisti e maestri di grande prestigio e professionalità…quanto tali esperienze hanno contribuito al tuo percorso musicale?
Le esperienze come concorsi ed esibizioni dal vivo sono fondamentali per la crescita artistica perché consentono il confronto costruttivo con altri artisti e con professionisti del settore.
La crescita di un musicista non può prescindere da tali esperienze perché innanzitutto è un modo per far conoscere il proprio lavoro, ma soprattutto consente di verificare costantemente il percorso che si sta facendo.

Ma parliamo del tuo nuovo singolo, il quale ha un titolo chiaro e diretto, ovvero “L’IGNORANZA” che hai presentato come un invito a riflettere sulla verità e su stessi…

L'ignoranza di cui parliamo in questa canzone va oltre il bagaglio culturale acquisito grazie allo studio, anzi paradossalmente è proprio la convinzione di conoscere tutto che potrebbe determinarla. Il messaggio che vogliamo trasmettere fa riferimento ai valori che vanno al di là delle competenze, ma che permettono di avere uno sguardo ampio sulla realtà e le cose importanti. È fondamentale riuscire a dare priorità a ciò che ci consente di evolverci positivamente come persona. L'ignoranza è generata dalla convinzione di  possedere una  verità assoluta, dettata dall'egoismo e rinforzata  da un ridicolo senso di onnipotenza.


Quanto nella società di oggi secondo te, si tende sempre a guardare gli sbagli altrui, senza cogliere invece i veri valori, dimostrando quindi di essere quasi schiavi dell’ignoranza…?
Il problema è che spesso si tende a porsi su un piedistallo e a pensare di essere al di sopra di tutti e di ogni cosa: proprio quando agiamo così siamo schiavi dell' ignoranza, nel momento in cui le nostre convinzioni, le nostre certezze ci bendano gli occhi e non ci fanno vedere il senso profondo di ciò che ci circonda.

La curiosità, il desiderio di imparare, l’ammettere l’errore…sono tutte constatazioni che ci permetterebbero di mettere a tacere l’ignoranza, questa nostra esuberanza…cosa invece ci blocca verso tali atteggiamenti, continuando a puntare il dito contro gli altri?
Credo che per quanto se ne parli tanto, quello che oggi viene sempre meno è l'empatia, quella capacità di "sentire" l'altro e di immedesimarsi. Probabilmente alcune barriere riusciremmo a romperle nel momento in cui nella persona che ci è accanto vediamo noi stessi, allora avremmo rispetto delle sue idee, delle sue verità, anche se diverse dalle nostre, delle sue debolezze ed anche dei suoi sbagli.

Progetti futuri  o altri sogni nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è andare avanti. Continuo a sperare che la mia musica e i miei messaggi possano raggiungere più persone possibili e che mi sia data una possibilità in più,  anche da chi ha il potere,  di diffondere o meno la mia musica.


Sonia Bellin

mercoledì 29 maggio 2019

La Compagnia Scugnizzi in Arte al Teatro Comunale di Airola

Dopo 5 anni ritorna in scena la Compagnia Scugnizzi in Arte al Teatro Comunale di Airola con uno dei musical più belli della storia. Le sfaccettature della nostra terra, gli intrighi, gli amori, le amicizie e la musica come messaggio di vita al centro della meravigliosa e affascinante Napoli. La Compagnia Scugnizzi in Arte mette in scena il musical Scugnizzi, con il quale in passato ha vinto due concorsi regionali come migliore Compagnia e miglior spettacolo in scena, premiata dal noto attore cinematografico Peppe Barile, sotto la regia del Maestro Luigi Paolillo (Giulia Perrotta aiuto regia) prodotto dall’Accademia Ars Nova con sede in Arienzo, con nuovi colpi di scena, nuove scenografie (Marina Iadicicco), nuovo staff (Michela Marino Make Up Artisti e P.V. ENTERTAINMENT di Pietro Iuliucci) e nuova formazione. Grazie al grande successo ottenuto il 12 Maggio scorso, è stata richiesta una replica che andrà in scena ‪il 21 Giugno‬ prossimo sempre al Teatro Comunale di Airola.
Per info su come ottenere l’invito e partecipare alla visione dello spettacolo contattare il numero ‪3453932981‬ (Giulia) o visitate la pagina ufficiale su facebook Scugnizzi in Arte.
 

martedì 14 maggio 2019

Cioffo ed il progetto Maionese

Cioffo per la musica, Massimiliano Cioffo nella vita, nasce a Milano il 21 giugno 1985, vive e cresce in zona 6 a Milano.

Li intraprende i primi studi musicali attraverso corsi di chitarra e solfeggio, inizia a cantare da giovanissimo ma questo da autodidatta. Nella sua vita ha due passioni il calcio è la musica.

A l’età di 20 anni si trasferisce in Alto Adige per questioni personali e li decide che la musica oltre ad una passione doveva diventare anche un lavoro. Per ovvie ragioni continua in quegli anni nel suo lavoro del momento, ma un tassello alla volta riesce grazie allo studio e alle serate nei locali a farlo diventare un mestiere. Negli anni alterna lo studio del canto, la recitazione e l’esperienza in teatro, soprattutto nel Musical.

A 27 anni inizia ad insegnare canto e recitazione ai bambini, senza mai abbandonare il percorso musicale personale che passa dal cantautorato al pop, con alcune tendenze internazionali. Nel 2015 grazie ad un concorso canoro “La Bella e la Voce” incontra il suo attuale produttore Davide Maggioni. Li, inizia una collaborazione che lo porta a capire e focalizzare il suo percorso artistico.

Nel 2019 passa la selezione per entrare a far parte del progetto Maionese e da lì la pubblicazione del singolo “Ginevra”.

Cos’è il MAIONESE Project


Matilde Dischi di Davide Maggioni presenta un progetto nato per dare una possibilità a tutti quei ragazzi talentuosi che restano sepolti nel web senza riuscire a far sentire le loro canzoni selezionando attraverso un lavoro mirato di scouting, gli artisti indipendenti più interessanti del panorama indie, che entreranno a far parte di MAIONESE Project.

Questo progetto nasce con la finalità di dare un’opportunità reale e concreta a tutti i ragazzi che dopo aver investito tempo, denaro, sogni ed energie, realizzando il proprio demo o il proprio disco autoprodotto, non sanno come muoversi per promuovere e distribuire in modo serio e professionale la loro musica.

Matilde Dischi metterà a disposizione la sua struttura, le sue competenze e la sua esperienza al servizio dell’artista stesso. Ogni artista scelto, infatti, sarà lavorato individualmente e verrà “traghettato” verso un percorso di promozione, ufficio stampa, booking e distribuzione digitale, così da poterne valorizzare al meglio le potenzialità. Ogni 20 cantanti selezionati Matilde Dischi inoltre, realizzerà una Playlist Spotify intitolata MUSICA RANDAGIA distribuita da ARTIST FIRST, e gli artisti che avranno riscosso maggiori consensi di pubblico e di visibilità, entreranno di diritto nel ROSTER di Matilde Dischi.

Il nuovo singolo di FabbrostiK " Con tutto l'amore per te"

Il cantautore romano Fabrizio Coletta in arte FabbrostiK torna con un nuovo singolo dal titolo "Con tutto l'amore per te".
Il brano disponibile in tutti gli stores digitali a partire dal 15/05/2019, e presto anche in promozione radiofonica su oltre 150 radio fm italiane e 59 radio fm internazionali.
"Con tutto l'amore per te" è il racconto di una amore tormentato da illusioni, colpi di scena e false dicere.